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title: "Bùlǎngzú suānchá"
url: https://thetea.app/it/article/bulangzu-suancha
lang: it
updated: 2026-10-08
source: THE TEA — encyclopedia of Chinese tea (https://thetea.app)
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# Bùlǎngzú suānchá (布朗族酸茶)

**Il tè acido dei Bulang** (*Bùlǎngzú suānchá*, 布朗族酸茶) è un prodotto tradizionale del popolo Bulang (布朗族, *Bùlǎngzú*) della provincia dello Yunnan, legato principalmente all'area montuosa di Bulangshan nella contea di Menghai. La foglia di tè fresca viene fissata con il calore, al vapore o bollita, pressata in un tubo di bambù, sigillata e lasciata fermentare senza accesso d'aria, molto spesso interrando il tubo nel terreno. Si ottiene una foglia marinata che viene prima di tutto mangiata: si mastica e si inghiotte così com'è. In cinese viene chiamato brevemente 酸茶 (*suānchá*), «tè acido», mentre i Bulang stessi, secondo le registrazioni dei ricercatori, lo chiamano con la parola «miyan». Nella letteratura scientifica si tratta di un tè marinato a fermentazione monofase senza accesso d'aria, dello stesso tipo del lahpet birmano, del miang thailandese e laotiano e dell'awa-bancha giapponese. Tra le sei classi del tè cinese non gli è assegnato un posto in base alla tecnologia.

**1. Classificazione e Origine:**

* **Tipo:** Non stabilito. Qui le fonti divergono, e la divergenza va dichiarata apertamente. Lo standard nazionale GB/T 30766-2014 «Classificazione del tè» definisce il tè scuro (黑茶, *hēichá*) come un prodotto da foglia fresca che ha subito fissazione (杀青, *shāqīng*), arrotolamento (揉捻, *róuniǎn*), accumulo umido ([渥堆](https://thetea.app/it/article/wodui), *wòduī*) ed essiccazione. Per il tè acido dei Bulang le fonti descrivono altro: fissazione con calore e fermentazione in bambù sigillato; un articolo del 2025 sulla rivista Foods scrive esplicitamente che la foglia non viene arrotolata prima della fermentazione, e nessuna delle fonti verificate descrive l'accumulo umido. Una descrizione in lingua russa del 2025 definisce il prodotto «formalmente» tè scuro, in base alla fermentazione microbiologica. Si tratta di un'opinione, non di una classificazione secondo lo standard, perciò qui la classe non viene indicata.
* **Categoria:** Nella letteratura scientifica, tè marinato (pickled). Un articolo giapponese del 1998 colloca il tè acido dei Bulang tra i tè a fermentazione monofase senza accesso d'aria, dello stesso tipo del lahpet birmano, del miang thailandese e laotiano e dell'awa-bancha giapponese (阿波晩茶). Gli autori separano questo gruppo dai tè che fermentano all'aria principalmente sotto l'azione di muffe, tra i quali collocano il pu'er. Un articolo del 2025 definisce il tè acido dei Bulang un alimento fermentato tradizionale del popolo Bulang.
* **Che cos'è questo oggetto:** Un prodotto tradizionale di un popolo, non una cultivar della pianta del tè, non un marchio commerciale e non una partita di un singolo produttore. La forma commestibile e la forma che, secondo parte delle descrizioni, viene infusa, sono due modi di consumo di un unico prodotto, non due varietà.
* **Origine:** Cina, provincia dello Yunnan (云南, *Yúnnán*), prefettura autonoma Dai di Xishuangbanna (西双版纳, *Xīshuāngbǎnnà*), contea di Menghai ([勐海](https://thetea.app/it/article/meng-hai)县, *Měnghǎi xiàn*), comune di Bulangshan, ufficialmente comune nazionale Bulang di Bulangshan ([布朗山](https://thetea.app/it/article/bu-lang-shan)布朗族乡, *Bùlǎngshān Bùlǎngzú xiāng*). Un manuale cinese del 1992 scrive che i Bulang vivono principalmente sul Bulangshan, oltre che sui monti Xiding (西定, *Xīdìng*) e Bada ([巴达](https://thetea.app/it/article/qianjiazhai-bada), *Bādá*), in parte dispersi anche in altre contee, e che «mangiano abitualmente tè acido tutto l'anno». Nell'area esaminata, la spedizione giapponese sul campo del 1993-1998 trovò il tè acido solo presso una parte dei Bulang attorno al Bulangshan e presso una parte dei Dai nella prefettura di Dehong. La diffusione attuale non è verificata.
* **Standard:** Non trovato. Nell'ottobre 2026 sono state effettuate ricerche nelle banche dati degli standard locali e nazionali della RPC con le chiavi 酸茶, 腌茶, 布朗族, 布朗, 竹筒茶 e 布朗山. Sono emersi solo due standard locali della prefettura di Dehong sul tè acido dei De'ang: DB5331/T 35-2021 «德昂酸茶加工技术规程» (regole di lavorazione) e DB5331/T 39-2023 «德昂酸茶（干茶）感官审评方法» (metodo di valutazione organolettica del tè secco), entrambi con stato «abrogato» (废止, *fèizhǐ*). Non riguardano il tè dei Bulang. Gli standard di gruppo non sono stati verificati, e l'assenza in ciò che è stato trovato non esclude un documento sotto altro nome.
* **Patrimonio immateriale:** Tra i tè acidi nell'elenco nazionale del patrimonio culturale immateriale è stato trovato soltanto il mestiere del tè acido dei De'ang (德昂族酸茶制作技艺, 2021). Il tè acido dei Bulang non è stato trovato, ma l'elenco nazionale non è stato esaminato per intero, e gli elenchi provinciali, di prefettura e di contea non sono stati controllati.
* **Indicazione geografica:** Non trovata. Il comune di Bulangshan rientra nell'elenco della zona a indicazione geografica del pu'er (GB/T 22111-2008), ma ciò non ha alcun rapporto con il tè acido.
* **Coordinate geografiche:** Non riportate nelle fonti verificate.

**2. Storia e Significato Culturale:**

* **Storia:**
    * **1982.** L'indagine etnografica cinese sui Bulang, pubblicata in quell'anno, è nota da una citazione in un articolo giapponese del 1996. Vi si descrive il tè acido separatamente dal tè sfuso (散茶, *sǎnchá*) e dal «tè nel bambù» (竹筒茶, *zhútǒngchá*), tè tostato e cotto dentro un tubo di bambù. Il tè acido, secondo questo testo, veniva prodotto nel settimo-ottavo mese: la foglia fresca veniva bollita, pressata nel bambù, interrata e dopo circa un mese estratta e mangiata; se ne faceva dono reciproco. L'indagine stessa non è stata consultata.
    * **1992.** Il manuale cinese «Zhongguo chajing» (中国茶经, *Zhōngguó chájīng*), nella sezione «布朗族的酸茶», descrive il tè acido come prodotto del quinto-sesto mese, della stagione estiva calda e umida: la giovane foglia tenera viene bollita, lasciata in luogo buio per più di dieci giorni affinché ammuffisca, poi pressata nel bambù, interrata e dopo più di un mese estratta e mangiata. Il testo è noto da un facsimile nell'articolo giapponese del 1998; il manuale stesso non è stato consultato. I ricercatori giapponesi scrivono di non aver trovato sul campo una tale tecnologia a due fasi.
    * **Anni '90.** Secondo la spedizione giapponese del 1993-1998, tra i Bulang delle prefetture di Simao e Lincang il tè acido cominciò a scomparire presto, e con la Rivoluzione culturale scomparve quasi ovunque; lo conservarono solo i Bulang attorno al Bulangshan, dove il tè acido veniva prodotto e mangiato quasi tutto l'anno. Un altro autore giapponese vide nel gennaio 1994 tè acido nel bambù presso i Bulang di un comune della contea di Menghai, mentre nel febbraio 1995 non lo trovò in un comune del Bulangshan.
    * **2021.** Un gruppo di ricercatori con la partecipazione dell'Università agraria dello Yunnan prelevò campioni di tè acido nel villaggio di Banzhang, comune di Bulangshan, e ne seguì l'evoluzione durante tre mesi di stagionatura. I risultati sono stati pubblicati nel 2025 sulla rivista Foods; un anno prima lo stesso gruppo di autori aveva pubblicato sulla rivista Food Chemistry un lavoro sui microrganismi del tè acido dei Bulang (vedi sezione 7).
* **Nome:**
    * **酸茶** (*suānchá*) è il nome cinese, «tè acido». Un articolo giapponese del 1998 lo spiega per analogia: in Cina le verdure, il pesce e la carne fermentati sono detti «acidi», 酸菜 (*suāncài*), 酸鱼 (*suānyú*), 酸肉 (*suānròu*), e il tè marinato viene chiamato allo stesso modo. Con la stessa parola si indica anche il tè acido dei De'ang, perciò nel titolo della voce è indicato il popolo.
    * **布朗族酸茶** (*Bùlǎngzú suānchá*), «tè acido dei Bulang». In forma unita è scritto così in un annuncio promozionale del festival del tè di Menghai (2023), in un elenco di tè locali di diversi popoli. Il manuale del 1992 intitolò la sezione «布朗族的酸茶» (*Bùlǎngzú de suānchá*), lo stesso «tè acido dei Bulang» ma con la particella possessiva; dalla fonte primaria è confermata questa forma, mentre quella unita è stata scelta per il titolo come più breve.
    * **Lettura.** Le fonti non forniscono la lettura tonale del nome: l'articolo giapponese scrive in lettere latine Suancha senza toni. *Bùlǎngzú suānchá* è la lettura standard dei caratteri: 布 *bù*, 朗 *lǎng*, 族 *zú*, 酸 *suān*, 茶 *chá*; nel nome non vi sono caratteri polisemici.
    * **Nome bulang.** I ricercatori giapponesi lo registrarono in katakana come «ミヤン» (miyan) e notarono che allo stesso modo viene chiamato il tè marinato della Thailandia settentrionale e del Laos nord-occidentale. L'indagine cinese del 1982, nella citazione dell'autore giapponese del 1996, rende la parola bulang con il carattere 勉 (in cinese si legge *miǎn*), mentre l'articolo del 2025 la rende in lettere latine come mian. Il carattere 勉 qui è una trascrizione della parola della lingua bulang, non un nome cinese del tè.
    * **Forme russe.** Una descrizione in lingua russa del 2025 riporta le rese «miyang», «miang», «mian» e «miyan» e collega la parola al nome thailandese del tè marinato. Queste forme non hanno rapporto con il nome cinese 酸茶.
* **Significato culturale:**
    * **Prodotto venerato.** I ricercatori giapponesi registrarono i racconti degli abitanti del villaggio di Mangjing (芒景, *Mángjǐng*), secondo le loro informazioni capitale del «regno» Bulang (布朗王国, *Bùlǎng wángguó*), esistito fino alla Rivoluzione culturale. Secondo questi racconti, lì il tè acido veniva prodotto soltanto da persone incaricate, veniva offerto al sovrano, faceva parte dell'usanza nuziale, e toccare la foglia con le mani durante la lavorazione era proibito: il miyan si preparava soltanto con l'aiuto di bastoncini. Gli anziani di Mangjing dicevano che il miyan veniva donato a persone importanti, e che loro stessi non lo mangiavano nemmeno. Si tratta dei racconti di un solo villaggio, e non si possono generalizzare a tutti i Bulang.
    * **Dono e offerta.** L'indagine del 1982 e il manuale del 1992 definiscono il tè acido un dono che ci si scambia; una pubblicazione divulgativa del portale statale «Zhongguo wang» (中国网, *Zhōngguó wǎng*, 2024) lo definisce dono e offerta per gli ospiti.
    * **Cibo, non solo bevanda.** A differenza della maggior parte dei tè dell'enciclopedia, il tè acido dei Bulang è descritto prima di tutto come alimento: si mastica e, secondo la pubblicazione del 2024, viene anche usato in cucina e mangiato come stuzzichino.

**3. Descrizione Botanica e Materia Prima:**

* **Varietà / Cultivar:** Non indicata da nessuna delle fonti verificate. L'articolo del 2025 dice soltanto che alla fermentazione è sottoposta la foglia della pianta del tè (*Camellia sinensis*); varietà e popolazione locale non sono precisate.
* **Materia prima:** Le descrizioni divergono e non si possono ricondurre a una norma unica. La spedizione giapponese degli anni '90 vide soltanto foglia matura. Il manuale del 1992 parla di giovane foglia tenera. La pubblicazione «Zhongguo wang» (2024) parla di una foglia vecchia più grossolana di vecchi alberi di tè (古茶树, *gǔ cháshù*). Per i campioni del 2021 fu raccolta foglia «una gemma e due foglie». Sono descrizioni di anni, luoghi e autori diversi; le fonti non spiegano da che cosa derivino le differenze.
* **Raccolta:** Secondo il manuale del 1992 e la pubblicazione del 2024, in maggio-giugno; secondo l'indagine del 1982, nel settimo-ottavo mese (la citazione non dice secondo quale calendario; il punto vicino dello stesso testo sul tè nel bambù è datato secondo il calendario Dai); la spedizione degli anni '90 osservò la lavorazione quasi tutto l'anno. I prelievi dei campioni del 2021 furono effettuati da luglio a ottobre, dalla messa in fermentazione fino al terzo mese di stagionatura.
* **Standard di raccolta:** Non esiste uno standard generale. «Una gemma e due foglie» è la materia prima di una partita studiata, non un requisito di stile.
* **Requisiti della materia prima:** Non formulati: non è stato trovato uno standard sul tè acido dei Bulang. Comune a tutte le descrizioni è la fissazione della foglia con calore prima della fermentazione.

**4. Terroir e Particolarità di Coltivazione:**

* **Regione:** Area montuosa di Bulangshan nella contea di Menghai, nel sud-ovest dello Yunnan (nell'abstract inglese dell'articolo giapponese: Mt. Bulang); il manuale del 1992 indica anche i monti Xiding e Bada. Da quali giardini si prenda la foglia per il tè acido le fonti non lo scrivono separatamente; la pubblicazione del 2024 menziona soltanto vecchi alberi di tè.
* **Altitudine di coltivazione:** Non vi sono dati sui giardini per il tè acido. Il manuale del 1992 scrive soltanto delle persone: i Bulang vivono per lo più in alta montagna, sopra i 1500 m sul livello del mare.
* **Suoli:** Non descritti nelle fonti verificate.
* **Clima:** Non vi sono descrizioni del clima specifiche per il tè acido. Il manuale del 1992 collega il periodo di lavorazione alla stagione estiva calda e umida.
* **Luogo di fermentazione:** Per questo prodotto è importante non solo il giardino, ma anche il luogo dove fermenta la foglia. In due dei villaggi descritti dagli autori giapponesi il tubo veniva interrato in una buca, ad esempio in un angolo del cortile; nella terra l'argilla con cui è sigillata l'imboccatura non si secca, e il bambù non si spacca.

**5. Tecnologia di Produzione:**

Non esiste una tecnologia unica: non è stato trovato uno standard, e le descrizioni di anni e villaggi diversi differiscono. Comune a tutte è la fissazione della foglia fresca con calore, la pressatura in un tubo di bambù e la stagionatura senza accesso d'aria. La densità di pressatura, il modo di sigillatura e l'interramento nel terreno differiscono nelle varie descrizioni.

1.  **Fissazione (杀青, *shāqīng*):** La foglia viene riscaldata al vapore o bollita. Il vapore è descritto dalla spedizione giapponese in due villaggi della contea di Menghai, da essa registrati come 弄養 e 曼班, e in un terzo villaggio, registrato come 邦哈, per circa 30 minuti; il vapore è indicato anche dalla descrizione generale nell'articolo del 2025. La bollitura è descritta dall'indagine del 1982, dal manuale del 1992, dalla pubblicazione del 2024, dalla descrizione in lingua russa del 2025 e dalla sezione dei metodi dello stesso articolo del 2025: per i suoi campioni la foglia fu bollita per 20 minuti. A Mangjing, secondo la descrizione giapponese, la foglia veniva bollita in un grande calderone per circa cinque minuti. I nomi dei villaggi sono dati nella trascrizione giapponese; le loro corrispondenze cinesi non sono state stabilite, perciò qui non vi sono letture.
2.  **Preparazione della foglia:** Secondo i campioni del 2021 e la sintesi dell'articolo del 2025, la foglia fresca viene appassita prima della fissazione. Dopo la fissazione viene raffreddata e, secondo l'articolo del 2025, anche asciugata all'aria per ridurre l'umidità.
3.  **Senza arrotolamento:** L'articolo del 2025 sottolinea che, a differenza del tè acido dei De'ang, del lahpet birmano e dell'awa-bancha giapponese, il tè acido dei Bulang non viene arrotolato prima della fermentazione.
4.  **Pressatura nel bambù:** Nei villaggi 弄養 e 曼班 la spedizione giapponese vide la foglia raffreddata pressata densamente in un tubo di bambù del diametro di circa 10 cm e dell'altezza di circa 30 cm, senza arrivare al bordo per circa 5 cm. Nel villaggio 邦哈 la pressatura non era densa. La pubblicazione del 2024 scrive che il tubo viene riempito fino all'orlo, senza vuoti.
5.  **Sigillatura:** Nei villaggi 弄養 e 曼班 l'imboccatura viene chiusa con una foglia di banano piegata, e sopra, fino al bordo, sigillata con argilla rossa impastata. Nel villaggio 邦哈 l'imboccatura viene tappata con foglia di banano, senza argilla, e nel tubo viene versata acqua. La pubblicazione del 2024 scrive che l'imboccatura viene sigillata strettamente con foglie di banano (芭蕉叶, *bājiāo yè*).
6.  **Fermentazione (发酵, *fājiào*):** Nei villaggi 弄養 e 曼班 il tubo viene interrato in una buca profonda 15-30 cm e lasciato da alcune settimane a diversi mesi. Nel villaggio 邦哈 il tubo viene tenuto in luogo buio, mentre a Mangjing la foglia veniva lasciata per più di dieci giorni senza interrarla. Altre descrizioni indicano circa un mese nella terra (1982), più di un mese nella terra dopo l'ammuffimento per oltre dieci giorni (1992), circa due mesi (2024) e tre mesi (sintesi dell'articolo del 2025, i suoi campioni e la descrizione in lingua russa del 2025).
7.  **Essiccazione (non sempre):** Secondo la descrizione in lingua russa del 2025, dopo la stagionatura il tè viene essiccato oppure no; quello essiccato viene infuso. Le fonti non descrivono i regimi di essiccazione. I campioni del 2021 furono essiccati al sole per la degustazione di laboratorio: si tratta di preparazione all'analisi, non della descrizione di un'usanza.

**Dove le descrizioni divergono:** vapore o bollitura; foglia matura, giovane o vecchia e grossolana; pressatura densa o non densa; argilla, acqua o soltanto foglie all'imboccatura; nella terra o in luogo buio; da dieci giorni a diversi mesi. La variante a due fasi del manuale del 1992, prima l'ammuffimento all'aria e poi l'interramento, non fu trovata sul campo dai ricercatori giapponesi. Le fonti non spiegano quali di queste differenze siano legate al villaggio e quali all'epoca.

**6. Caratteristiche Organolettiche:**

Non esiste una valutazione organolettica standardizzata del tè acido dei Bulang. Di seguito, il poco che scrivono i ricercatori, con l'indicazione di che cosa riguardino le loro osservazioni.

* **Aspetto della foglia secca:** La forma commestibile si mangia direttamente dal tubo, senza essiccarla, quindi non ha foglia secca. Secondo la descrizione giapponese, all'apertura del tubo lo strato superiore di circa 2 cm è coperto di muffa e imbrunito, e viene gettato. Nello studio del 2025 i campioni per la degustazione furono essiccati al sole; con il procedere della stagionatura il loro aspetto e l'infuso si fecero notevolmente più bruni. Nelle fonti non vi sono descrizioni della forma essiccata da bere nella vita quotidiana.
* **Aroma della foglia secca:** La forma commestibile non ha foglia secca; i ricercatori giapponesi notano nel tè acido di lunga stagionatura un odore di fermentazione. Nelle fonti verificate non vi sono altre descrizioni dell'aroma.
* **Aroma dell'infuso:** Non descritto nelle fonti verificate.
* **Sapore:** Secondo l'articolo giapponese del 1998, nel tè acido di lunga stagionatura vi è una lieve nota acida, ma in tutti i campioni resta il sapore del tè stesso e un'astringenza particolarmente forte. Nello studio del 2025 i degustatori valutarono cinque caratteri: amarezza, astringenza, retrogusto dolce, nota acida e «sapore di fermentazione». Nella foglia non stagionata tutti e cinque i punteggi erano i più bassi, e nel corso dei tre mesi di stagionatura tutti e cinque si intensificarono in misura diversa; la nota acida era più forte al secondo mese che al terzo. Si tratta di una sola serie di campioni di un solo villaggio, e da essa non si ricava un profilo di sapore per lo stile.
* **Colore dell'infuso:** Nello studio del 2025 l'infuso dei campioni essiccati si fece notevolmente più bruno con il procedere della stagionatura. Non vi sono altre descrizioni.
* **Fondo della tazza (foglia infusa):** Non descritto nelle fonti verificate.

**7. Composizione Chimica:**

Nelle fonti verificate le analisi del tè acido dei Bulang compaiono soltanto in due lavori di uno stesso gruppo di autori, e i loro risultati riguardano i campioni studiati, non il tè acido in generale. Il lavoro del 2025 è stato condotto su campioni del 2021 del villaggio di Banzhang; su quali campioni sia stato condotto il lavoro del 2024 non è possibile stabilirlo dal suo abstract.

* **Microrganismi:** Secondo l'articolo del 2024 sulla rivista Food Chemistry (è stato letto l'abstract), nel tè in fermentazione predominavano i batteri lattici *Lactobacillus plantarum*, enterobatteri non classificati, lieviti, *Debaryomyces* non classificati e *Candida metapsilosis*, e funghi mucorali *Cladosporium sphaerospermum* e *Aspergillus* non classificati.
* **Acidi organici:** Secondo lo stesso lavoro, il contenuto totale di acidi grassi a catena corta cresceva con la fermentazione, con prevalenza di acido acetico. Secondo l'articolo del 2025, l'acidità titolabile era massima al secondo mese di stagionatura.
* **Polifenoli e flavonoidi:** Secondo l'articolo del 2025, il loro contenuto totale, come quello degli zuccheri solubili, era massimo al secondo mese.
* **Amminoacidi:** Il contenuto totale di amminoacidi liberi cresceva con la stagionatura (articolo del 2025).
* **Dinamica microbica:** I batteri lattici e quelli aerobi erano più numerosi al secondo mese, mentre la quantità di funghi cresceva con la stagionatura (articolo del 2025).
* **Attività antiossidante in provetta:** La capacità antiossidante totale e la capacità di legare i radicali ossidrilici crescevano con la stagionatura, mentre la capacità di legare i radicali ABTS e DPPH dapprima cresceva leggermente e poi diminuiva. Si tratta di misurazioni in provetta, non di effetti sull'organismo.
* **Alcaloidi, vitamine, minerali:** Nelle fonti verificate non vi sono dati su caffeina, vitamine e composizione minerale del tè acido dei Bulang.

**8. Proprietà Benefiche:**

Non vi sono dati verificati sull'effetto del tè acido dei Bulang sulla salute. Il manuale cinese del 1992, uno studio etnobotanico del 2023 e una pubblicazione divulgativa del 2024 attribuiscono al tè acido un'azione curativa, e gli autori dell'articolo del 2025 formulano ipotesi di possibili benefici sulla base di esperimenti in provetta. Nelle fonti verificate non vi sono studi sull'uomo, perciò tali affermazioni non vengono qui ripetute né esposte come proprietà del tè.

Ciò che del tè acido è noto con certezza riguarda non la salute ma l'usanza: si mangia, si offre agli ospiti e si scambia come dono. Le misurazioni chimiche della sezione 7 sono state effettuate in laboratorio su campioni di un solo villaggio e non dicono nulla sull'effetto sull'organismo.

**9. Infusione:**

Il modo principale di consumo descritto dai ricercatori non è l'infusione ma il cibo. Uno studio etnobotanico del 2023, condotto in dieci villaggi Bulang della contea di Menghai, scrive esplicitamente che il tè acido non viene infuso con acqua bollente, ma masticato.

* **Come si mangia:** La foglia marinata viene presa dal tubo, masticata e inghiottita; il manuale del 1992 scrive che viene masticata a fondo in bocca. La pubblicazione «Zhongguo wang» (2024) aggiunge che il tè acido viene usato in cucina, e alcuni lo mangiano come stuzzichino.
* **Procedura (forma commestibile, secondo la descrizione giapponese):**
    1. Dissotterrare il tubo e togliere dall'imboccatura l'argilla e le foglie di banano.
    2. Togliere e gettare lo strato superiore di circa 2 cm, ammuffito e imbrunito.
    3. Estrarre la foglia e mangiarla.
    4. Ciò che non viene mangiato viene richiuso con foglia di banano; a volte il tubo viene interrato di nuovo.
* **Forma da bere:** La pubblicazione «Zhongguo wang» (2024) scrive che il tè acido può essere infuso e bevuto; la descrizione in lingua russa del 2025 scrive che dopo la stagionatura una parte del tè viene essiccata e infusa come un tè comune. L'articolo giapponese del 1998, lo studio etnobotanico del 2023 e il manuale del 1992 non menzionano una forma da bere.
* **Temperatura dell'acqua, quantità di tè, utensili:** Le fonti non forniscono i regimi d'uso quotidiano, proporzioni, temperatura, tempo, utensili, e la classe del tè, da cui si potrebbe ricavare una pratica generale, non è stabilita. Perciò qui non vi è una ricetta.
* **Infusione di laboratorio:** Per la degustazione secondo lo standard GB/T 23776-2018, i ricercatori del 2025 versarono 150 ml di acqua bollente su 3 g di tè acido essiccato al sole, per 5 minuti. Si tratta di un metodo di valutazione, non di una raccomandazione né di una tradizione.

**10. Conservazione:**

Secondo le descrizioni giapponesi, il tè acido si conserva nello stesso tubo in cui ha fermentato. Secondo le osservazioni della spedizione giapponese, nei villaggi dove il tubo viene interrato, nella terra l'argilla sull'imboccatura non si secca e il bambù non si spacca. Dopo l'apertura lo strato superiore ammuffito viene gettato, ciò che non viene mangiato viene richiuso con foglia di banano e si cerca di consumarlo in fretta, e a volte il tubo viene interrato di nuovo. Della conservazione della forma essiccata, e del suo eventuale cambiamento nel tempo, le fonti non parlano.

**11. Prezzo e Contraffazioni:**

Nelle fonti verificate non vi sono informazioni su vendita, prezzi e contraffazioni del tè acido dei Bulang: tutte le descrizioni riguardano la produzione domestica e i campioni di ricerca.

* **Come non confonderlo:**
    * **Nome senza popolo.** 酸茶 senza indicazione del popolo può significare il tè acido dei De'ang (德昂族酸茶, *Dé'ángzú suānchá*) della prefettura di Dehong (德宏, *Déhóng*). È il prodotto di un altro popolo e di un'altra tecnologia.
    * **Arrotolamento.** La tecnologia del tè dei De'ang, secondo la descrizione dell'elenco nazionale del patrimonio, comprende arrotolamento, fermentazione senza accesso d'aria, pestatura, formatura ed essiccazione; il tè acido dei Bulang, secondo l'articolo del 2025, non viene arrotolato.
    * **Standard.** Gli standard locali della prefettura di Dehong sul tè acido sono scritti per il tè dei De'ang, non per quello dei Bulang, ed entrambi sono abrogati.
    * **Tè nel bambù.** Il tubo di bambù di per sé non rende il tè acido: il «tè nel bambù» (竹筒茶) è foglia tostata e cotta nel tubo, senza fermentazione.
    * **Segno distintivo.** Non è stato trovato né uno standard né un'indicazione geografica per il tè acido dei Bulang, quindi l'autenticità non si può verificare tramite un documento o un marchio.

**12. Curiosità:**

* Il nome cinese 酸茶 è costruito sul modello dei nomi dei prodotti fermentati, 酸菜, 酸鱼, 酸肉: il tè marinato è detto «acido» come le verdure, il pesce e la carne fermentati.
* Gli stessi Bulang, secondo le registrazioni dei ricercatori giapponesi, chiamano questo tè «miyan», con la stessa parola con cui si indica il tè marinato della Thailandia settentrionale e del Laos nord-occidentale.
* Nel villaggio di Mangjing il miyan, secondo i racconti degli anziani, veniva donato a persone importanti, e loro stessi non lo mangiavano nemmeno; toccare la foglia con le mani durante la lavorazione era proibito.
* Nell'indagine cinese del 1982 il tè acido è descritto accanto al tè sfuso e al «tè nel bambù», come un modo separato di preparare il tè presso i Bulang.
* Nei villaggi descritti dai ricercatori giapponesi, all'apertura del tubo i due centimetri superiori del tè, coperti di muffa e imbruniti, vengono gettati: si mangia la foglia che sta sotto.

**13. Confronto con tè simili:**

* **Tè acido dei De'ang (德昂族酸茶, *Dé'ángzú suānchá*):** Prodotto di un altro popolo e di un'altra prefettura, Dehong. Secondo la descrizione dell'elenco nazionale del patrimonio, la sua tecnologia comprende arrotolamento, pestatura e formatura; se ne distinguono una forma alimentare, tè fermentato umido per piatti, e una forma da bere, essiccata e infusa. Il mestiere è stato inserito nell'elenco nazionale del patrimonio immateriale nel 2021 (richiedente: Mangshi, 芒市, *Mángshì*). Del tè acido dei De'ang si parla nella voce «Dehong Gushu Lü Cha».
* **Tè nel bambù (竹筒茶, *zhútǒngchá*; 竹筒香茶, *zhútǒng xiāngchá*):** Secondo l'indagine del 1982, presso i Bulang si tratta di foglia tostata che viene pressata calda nel tubo e cotta presso il focolare, senza fermentazione; il tè acido è descritto separatamente nello stesso testo. Se ne parla nelle voci «Naka» e «Yunnan Lücha»; il paka-cha pressato nel bambù e non fermentato è trattato nella voce «Paka Cha».
* **Pu'er del Bulangshan:** La stessa zona e lo stesso popolo, ma un altro prodotto: se ne parla nelle voci «Bulangshan» e «Bulangshan shu bing». I ricercatori giapponesi collocano il pu'er tra i tè che fermentano all'aria principalmente sotto l'azione di muffe, e il tè acido tra i tè a fermentazione senza accesso d'aria.
* **Tè scuro (黑茶, *hēichá*):** Secondo lo standard GB/T 30766-2014 è definito dall'arrotolamento e dall'accumulo umido; questa definizione non corrisponde alle descrizioni del tè acido dei Bulang. Della classe si parla nella voce «Hei Cha».
* **Lahpet, miang, awa-bancha:** I tè marinati birmano, thailandese-laotiano e giapponese dello stesso tipo di fermentazione. Non sono tè cinesi, e il confronto con essi serve qui soltanto a comprendere la tecnologia. Un autore giapponese del 1996 ritiene che il «tè che si mangia» non sia proprio dei soli Bulang, ma comune con il tè thailandese «da masticare» e quello birmano «commestibile».

**In conclusione:**

Il tè acido dei Bulang è una foglia che non viene arrotolata, ma riscaldata, sigillata nel bambù e lasciata fermentare senza aria, molto spesso nella terra. Si mangia prima di tutto: si mastica direttamente dal tubo, dopo aver tolto lo strato superiore ammuffito; secondo alcune descrizioni, viene anche infuso e bevuto. Materia prima, tempi e modi di sigillatura differiscono nelle fonti, non esiste uno standard, e un posto tra le sei classi del tè cinese non gli è assegnato in base alla tecnologia.

I ricercatori degli anni '90 trovarono questa usanza presso i Bulang attorno al Bulangshan, e a Mangjing fu loro raccontato che un tempo il miyan veniva offerto al sovrano. Lo studio del 2025 ne esaminò la fermentazione su campioni di un solo villaggio, ma molto resta ignoto: come e dove lo si produce oggi, come si essicca e si infonde la forma da bere, quale sapore si possa definire tipico. A chi è interessato al tè come parte del modo di vivere di un popolo di montagna, il tè acido dei Bulang mostra che nello Yunnan la foglia di tè può essere non solo bevanda, ma anche cibo.
